Jewish Cemetery
Situato su un pendio a strapiombo sul mare, il Campo, verde, rivolto verso Gerusalemme, arriva sul ciglio della scogliera ed è perciò sottoposto a erosione marina. Un primo riferimento al Campo degli Ebrei risulta in documenti del 1428 quando nel Consiglio comunale del 7 novembre viene concesso a Sabbatuccio Venturello e Mosè di Beniamino un terreno fuori Porta San Pietro, da destinare a cimitero.
Nel 1462 il Consiglio degli Anziani concede a Messhullam Signoretti la facoltà di ampliare il Cimitero sul terreno adiacente a quello già adibito a tale uso. A seguito dell’aumento della popolazione ebraica si rende necessario un nuovo ampliamento per cui nel luglio del 1711 la Comunità acquista, dal Convento di San Francesco alle Scale, un altro appezzamento di terreno situato nella stessa località dei primi denominato “ Possessione del Giardino”. Nell’atto il Padre Guardiano fra Felice Gabrielli, precisa che il terreno era di proprietà del convento dal 1515. Questo tratto, quasi un terzo dell’intero cimitero, arriva sul ciglio dell’alta scogliera e, per quanto suggestivo, è costantemente sottoposto all’erosione marina, e sovente i cippi franano in mare.
Nel 1863 viene ceduto al Genio Militare un terreno annesso al cimitero di Monte Cardeto o “delle Cavorchie”, e nell’aprile dello stesso anno il Municipio mette a disposizione della Comunità Israelitica un’area nel nuovo cimitero delle Tavernelle, tuttora in uso. In questi anni, oltre al recupero “paesaggistico” e monumentale, è stata intrapresa un’importante opera di recupero, catalogazione, traduzione e musealizzazione dei cippi, tesa a fare del Cardeto un nodo importante nella rete dei musei e dei siti ebraici nazionali ed europei.

Tags: culture park jewish cemetery